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		<title><![CDATA[Coordinamento sic in assemblea]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><img height="180" align="left" width="168" alt="" src="/public/Image/A.Cristiani - foto intera.jpg" />Il coordinamento della sic &ndash; scena indipendente contemporanea invita tutte le realt&agrave; firmatarie del documento prodotto e presentato al Cinema Farnese di Roma, lo scorso 21 marzo, e tutti i presenti a quell&rsquo;incontro a partecipare al secondo appuntamento promosso dallo stesso coordinamento della scena indipendente contemporanea (sic), che si terr&agrave; il prossimo 4 maggio al Rialtosantambrogio, alle ore 17:30.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Nel corso della prima riunione &ndash; svoltasi il 20 aprile sempre al Rialto - sono stati creati tre gruppi di lavoro, ciascuno dei quali nei giorni scorsi ha elaborato un documento sulle <span id="more"><font color="red"></font></span>tematiche da portare al tavolo interassessorile. In particolare, i tre documenti sono relativi ai finanziamenti, agli spazi e alla forma giuridica delle realt&agrave; indipendenti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Il coordinamento della sic considera l&rsquo;appuntamento del 4 maggio un'assemblea plenaria, che completi questa prima fase di elaborazione dei contenuti e che formalizzi l'incontro con le Istituzioni. Gli obiettivi dell'assemblea plenaria sono i seguenti: <span style="">1) fare il punto in maniera definitiva sui temi del tavolo interassessorile; 2) individuare i rappresentanti del coordinamento che partecipino al tavolo stesso; 3) stabilire le prossime azioni del coordinamento.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Info: Benedetta Boggio - 369gradi centro diffusione cultura contemporanea<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><a href="mailto:benedetta.bo@gmail.com">benedetta.bo@gmail.com</a> &ndash; 333.2062996<o:p></o:p></span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[L’ETI presenta i Teatri del Tempo Presente]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><img height="180" align="left" width="104" alt="" src="/public/Image/Ninni Cutaia(1).jpg" />Ninni Cutaia, direttore generale dell&rsquo;ETI - Ente Teatrale Italiano, ha presentato il programma dei Teatri del Tempo Presente, l&rsquo;iniziativa messa a punto dallo stesso Ente per promuovere il rinnovamento e il ricambio generazionale, attraverso il coinvolgimento della stabilit&agrave; pubblica privata e d&rsquo;innovazione, delle residenze e dei festival, in dialogo con la progettualit&agrave; artistica. &ldquo;Dieci progetti per la nuova creativit&agrave;&rdquo; &egrave; il sottotitolo di questa manifestazione che si svolger&agrave; a Roma dal 15 al 30 maggio e <span style="">&nbsp;</span>vedr&agrave; nuovamente <st1:personname productid="il Teatro Valle" w:st="on">il Teatro Valle</st1:personname> come luogo di accoglienza per i nuovi linguaggi della scena.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">&laquo;Ancora una volta ETI<strong> </strong>e il Valle diventano i naturali interlocutori, gli organismi istituzionali capaci di offrire l&rsquo;indicazione di una progettualit&agrave; &ndash; dichiara lo stesso Ente <span id="more"><font color="red"></font></span>Teatrale - a una generazione che punta all&rsquo;interdisciplinariet&agrave; e all&rsquo;incontro tra personalit&agrave; artistiche di diversa formazione e provenienza. Dopo l&rsquo;avvio del bando (alla stabilit&agrave; pubblica privata e d&rsquo;innovazione, alle residenze, ai festival) e dopo le proposte da selezionare, ora la ribalta si popola di movimenti in grado di indicare l&rsquo;intersezione dei percorsi di lavoro&raquo;. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">I dieci progetti selezionati arrivano a Roma dal Nord e dal Sud dell&rsquo;Italia &ndash; dal Trentino alla Calabria e dalla Lombardia alla Puglia attraverso il Piemonte, la Liguria, l&rsquo;Emilia Romagna, la Toscana, l&rsquo;Umbria e il Lazio &ndash; per aprirsi ad un confronto, una prima visione dei lavori i cui esiti iniziali sono gi&agrave; il risultato dell&rsquo;interazione tra soggetti consolidati &ndash; i proponenti &ndash; ed i nuovi talenti. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">&laquo;Ai 10 progetti selezionati corrispondono 25 creazioni che sono l&rsquo;effetto dell&rsquo;incontro dei proponenti &ndash; 18 tra teatri stabili pubblici e privati, residenze teatrali, festival e compagnie &ndash; e il lavoro di oltre 40 artisti. Un progetto che segna la diversa modalit&agrave; d&rsquo;intervento dell&rsquo;Ente, che ha invitato i proponenti ad intercettare e sostenere progetti creativi originali di singoli artisti e formazioni under 35, lavorando &ndash; sottolinea lo stesso ETI - per mettere in relazione i maestri e le giovani promesse della scena, per avviare collaborazioni sia coi circuiti che con esperienze artistiche internazionali. Ne emerge una mappa ampia e non casuale, capace di fotografare molta parte della penisola &ndash; da Dro a Castrovillari, da Milano a Bari, passando per Torino, Genova, Cesena, Castiglioncello e Scandicci, Terni, Perugia e Roma &ndash; in un progetto che presenta proposte e spettacoli ma anche drammaturgie e installazioni capaci di misurare la vitalit&agrave; della scena italiana quale strumento privilegiato d&rsquo;arte costruito intorno a un pensiero del presente&raquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-variant: small-caps;">Fies Factory One</span><span style="font-family: Arial;">, <span style="font-variant: small-caps;">Work In Progress</span>, <span style="font-variant: small-caps;">L&rsquo;albero Rovesciato</span><span style="font-variant: small-caps;">, <span style="">Facciamo Insieme Teatro</span>, <span style="">Sensi E Dissensi</span>, <span style="">Alieno</span>, <span style="">Nuove</span> <span style="">Creativit&agrave;</span>, <span style="">Seigradi</span>, <span style="">Esercizi Di Lingua Violenta, Drammaturgie In Scena</span>, </span>sono i titoli dei progetti che saranno proposti a Roma da singoli o gruppi e sui quali l&rsquo;ETI appone un &laquo;bollino di eccellenza&raquo; &ndash; dichiara, una sorta di marchio che riesce a garantire &laquo;avendo avviato e seguito il percorso fin dal suo inizio&raquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><st1:personname productid="La Fies Factory One" w:st="on"><span style="font-family: Arial;">La <em>Fies  Factory One</em></span></st1:personname><span style="font-family: Arial;">, cuore produttivo del Festival Drodesera, conta sui percorsi artistici di <span style="">Francesca</span> <span style="">Grilli</span>, <span style="">Teodora</span> <span style="">Castellucci</span>, <span style="">Sonia</span> <span style="">Brunelli</span>, e i gruppi <span style="">Pathosformel</span> e <span style="">Teatro</span> <span style="">sotterraneo</span>, mentre <st1:personname productid="il Teatro Litta" w:st="on">il Teatro Litta</st1:personname> a Milano si concentra sulla regia e in questa fase sul <em>Work in progress</em> di <span style="">Claudio</span> <span style="">Augelli</span>. Lavorano su interculturalit&agrave; e memoria <span style="">Carola</span> <span style="">Benedetto</span>, <span style="">Flavio</span> <span style="">Pietrino</span> <span style="">Catte</span>, <span style="">Costanza</span> <span style="">Frola</span>, <span style="">Florian</span> <span style="">Lasne</span>, <span style="">Caterina</span> <span style="">Liotti</span>, <span style="">Orlando</span> <span style="">Manfredi</span>, <span style="">Marta</span> <span style="">Smaruj</span>, <span style="">Daniele</span> <span style="">Ronco</span>, artisti che animano l&rsquo;<em>Albero rovesciato</em>, presentato da cinque residenze multidiciplinari piemontesi. Ruota intorno all&rsquo;attore <em>Facciamo insieme teatro</em>, percorso formativo e produttivo del Teatro della Tosse di Genova con <span style="letter-spacing: -0.4pt;">Silvia</span><span style="letter-spacing: -0.4pt;"> <span style="">Bottini</span>, <span style="">Luca</span> <span style="">Ferri</span>, <span style="">Lupo</span> <span style="">Misrachi</span>, <span style="">Sara</span> <span style="">Nomellini</span>, <span style="">Carla Buttarazzi, Alessandro Damerini</span>. Integrano danza, parola, musica, nuove tecnologie i singolari <em>Sensi e dissensi </em>di </span><span style="">Teatropersona</span>, <span style="">EmmeA&rsquo;teatro</span>, <span style="">Gogmagog</span>, accompagnati da Armunia in collaborazione con Krypton/<st1:personname productid="Teatro Studio" w:st="on">Teatro  Studio</st1:personname>, mentre <st1:personname productid="la Soc&igrave;etas Raffaello Sanzio" w:st="on">la <span style="letter-spacing: -0.3pt;">Soc&igrave;etas Raffaello Sanzio</span></st1:personname><span style="letter-spacing: -0.3pt;"> in residenza al Teatro Comandini di Cesena accompagna <em>L&rsquo;Alieno</em>, articolato programma lavorativo di </span><span style="">Giovanni</span> <span style="">Scardamaglia</span>, <span style="">Filippo</span> <span style="">Tappi</span>, <span style="">Antonio</span> <span style="">Rinaldi</span>, <span style="">Anna</span> <span style="">Biagetti</span>, <span style="">Adele</span> <span style="">Cacciagrano</span>. <st1:personname productid="Il teatro di" w:st="on">Il teatro di</st1:personname> parola di <span style="">Zoe</span> <span style="">Teatro</span> e <span style="">Menovent<strong>i</strong></span> si confronta col teatro di visione di <span style="">Silvia</span> <span style="">Costa</span> e <span style="">Sineglossa</span>, sotto <st1:personname productid="il parallelo" w:st="on">il  parallelo</st1:personname> sguardo del Teatro Stabile dell&rsquo;Umbria e di es.terni festival a sondare <em>Nuove creativit&agrave;</em>; cos&igrave; come al Festival Romaeuropa spetta il compito di accompagnare <em>Seigradi</em>, la nuova tappa di ricerca e produzione dei <span style="">Santasangre</span>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">A sud d&rsquo;Italia, infine, il Kismet OperA in collaborazione con Ravenna Teatro/<st1:personname productid="Teatro delle Albe" w:st="on">Teatro delle Albe</st1:personname> e Teatro Pubblico Pugliese scommette con <em>Esercizi di lingua violenta</em> su una furente compagnia di ventenni come <span style="">Fibre</span> <span style="">Parallele</span>, <st1:personname productid="il festival" w:st="on">il festival</st1:personname> Primavera dei Teatri di Castrovillari si lega alla nuova drammaturgia, con le <em>Drammaturgie in scena </em>di <span style="">Mimmo</span> <span style="">Borrelli</span>, <span style="">Gianfranco</span> <span style="">Berardi</span>, <span style="">Sara</span> <span style="">Sole</span> <span style="">Notarbartolo</span>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Oltre che sul palcoscenico del Valle, alcuni appuntamenti in programma a Teatri del Tempo Presente si svolgeranno nella Sala Capranica e a Palazzo Altemps. La splendida sala del Teatro Valle, il 18 maggio, ospiter&agrave; anche una giornata di riflessione che prende spunto dalla presentazione del libro <em style="">Teatri del Tempo Presente</em> a cura di Andra Nanni (secondo volume di <strong><span style="font-variant: small-caps;"><!--{undefined6}--><!--{undefined7}--><img height="19" width="14" alt="" src="file:///C:/DOCUME~1/Xp/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.jpg" v:shapes="_x0000_i1025" /><!--{undefined8}--></span></strong>, la collana editoriale dell&rsquo;Eti, edita da Editoria &amp; Spettacolo).<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: black;">Teatro Valle<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: black;">biglietteria 06.68803794 <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: black;">numero verde 8000.11616</span><span style="font-family: Arial;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">biglietto unico giornaliero Teatro Valle &euro; 5.00<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">ingresso libero per gli spettacoli e le performance a Palazzo Altemps e alla Sala Capranica del Teatro Valle<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: black;">abbonamento a tutta la rassegna &euro; 25,00<o:p></o:p></span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[I teatronauti del chaos]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><img height="180" align="left" width="127" src="/public/Image/teatronauti copert.jpg" alt="" />&Egrave; in uscita per i tipi della Fermenti Editrice <strong><em><span style="font-family: Arial; font-weight: normal;">I teatronauti del chaos</span></em></strong> di Marco Palladini, 276 pagine (20,00 euro) dedicate - come recita il sottotitolo &ndash; a <em><span style="font-family: Arial;">La scena sperimentale e postmoderna in Italia (1976-2008)</span></em>. Figura eclettica, che passa dalla critica alla poesia, dalla scrittura drammaturgica al palcoscenico come performer, Marco Palladini propone un articolato racconto su un trentennio di spettacoli italiani e stranieri, messi in scena in Italia. &Egrave; un percorso critico attraverso centinaia di nomi e di allestimenti, alcuni &ldquo;storici&rdquo; o molto acclamati, altri dimenticati o visti da pochissime<span id="more"><font color="red"></font></span> spettatori, che si configura anche come un personale memoir che, probabilmente, dice di pi&ugrave; sul soggetto che resoconta che sull&rsquo;oggetto riferito. Testimone appassionato e &ldquo;di parte&rdquo;, Palladini si &egrave; concentrato sui lavori prodotti dai teatri d&rsquo;avanguardia e di ricerca, immergendosi nelle loro scritture sceniche anticonvenzionali, eterodosse, per interazione con i linguaggi polisemici, multimediali della contemporaneit&agrave; e per libere &ldquo;con-fusioni&rdquo; di arte/vita.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Il volume, corredato da numerose foto, si articola in tre capitoli centrali imperniati sui &ldquo;colpi di memoria&rdquo; critica relativi agli anni Ottanta, Novanta e Duemila. Accanto a questi, l&rsquo;autore sviluppa inoltre alcuni capitoli di tipo monografico dedicati a Leo de Berardinis, alla Soc&igrave;etas Raffaello Sanzio, a Simone Carella, a Enrico Frattaroli e a Marcello Sambati. Un capitolo finale &egrave; dedicato a Giuseppe Bartolucci e Maurizio Grande, due teorici e pensatori di teatro, da tempo scomparsi, che rimangono insuperati esempi di critica militante &ldquo;tensioattiva&rdquo;. Nella prefazione del libro, firmata da Antonio Attisani, si legge: &laquo;Marco Palladini &egrave; abile nell&rsquo;attirare il lettore nel suo fantastico e chaotico Hermitage dell&rsquo;avanguardia, popolato di fantasmi, fantasmi di vivi e di morti. Tante volte, leggendo, sono rimasto a boccaperta di fronte a questi schizzi che si animavano e diventavano ritratti, a questa collezione privata che si trasformava in un imponente museo&raquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Il volume esce con la collaborazione della Fondazione Piazzolla.<o:p></o:p></span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[nedE, arti integrate in scena a partire da T. S. Eliot ]]></title>
		<id>http://www.scenarindipendenti.it/dblog/articolo.asp?articolo=263</id>
		<created>2009-04-22T16:28:16+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify">
<p><img width="90" height="120" align="left" src="/public/Image/nede(1).jpg" alt="" />&nbsp;Il 24, 25 e 26 Aprile - ore 21.00, domenica ore 18.00 - il teatro Furio Camillo presenta <strong>nedE</strong>, la produzione teatrale del Collettivo Cercle, vincitore del &lsquo;Progetto DE.MO. Movin&rsquo; up 2008&rsquo;. Diretto da <strong>Souphiene Amiar</strong>, ricercatore teatrale ex componente del Workcenter di J. Grotowski e Thomas Richards,&nbsp; nedE &egrave; un progetto di ricerca di arti integrate (Scultura e Performance) iniziato nel 2007 e articolato in una serie di tappe che rispondono ai differenti luoghi che di volta in volta lo contengono.<br />
Ogni spazio visitato (Berlino, Santiago del Cile) ha aggiunto una tessera al mosaico complessivo; ogni nuova messa in scena ha perfezionato quell&rsquo; immagine di assoluta calma che i versi di <strong>T.S.Eliot </strong>dipingono nella mente: il respiro prima del balzo, il silenzio dopo l&rsquo;esplosione, la bellezza<span id="more"><font color="red"></font></span> tutta umana del paradiso precipitato sulla Terra. Sulle rovine del passato, in un presente in cui l&rsquo; anima ha abbandonato il corpo, non resta che una terra desolata. Un uomo al termine della sua vita si guarda indietro e incontra per la prima volta la sua anima nell&rsquo;attimo stesso in cui essa lo abbandona. Resta l&rsquo;uomo, senza alcuna speranza per il breve futuro che lo attende. Da un cumulo di macerie ormai ridotte a sabbia sgorgano luminosi barlumi di vita. L&rsquo;urto ha spazzato via ogni possibile comprensione. Restano solo vibrazioni e tutt&rsquo;intorno il nulla, voci qualsiasi, voci di quelli che sono stati spazzati via dall&rsquo;urto. Nel tentativo di creare uno spazio tangibile per la poesia abbiamo agito dislocandola in un percorso di immagini e suoni. L&rsquo;opera si configura come un viaggio nella parola poetica; uno spazio sospeso in cui gli innumerevoli oggetti che popolano la memoria sembrano dissolvere i propri contorni. <br />
Nella perfomance, diverse figure tracciano lo spazio attraverso il suono dei versi di Eliot. La poesia non &egrave; il nostro fine ultimo, essa &egrave; gi&agrave; scritta, &egrave; parola che si dispiega in ogni corpo; il nostro compito &egrave; quello di risalire alla sorgente, al movimento che l&rsquo;ha prodotta. Prodotto con il sostegno dell&rsquo;Associazione Culturale Ibis Onlus. Con:<strong>  Livia Caputo, Giorgio Carugno, Isabella Di Cola, Stefano Rana</strong>.<br />
Installazione di <strong>Roberta Sanges</strong>, costumi di <strong>Marina Sciarelli</strong>, visioni dal fondo di <strong>Pino Genovese</strong>.</p>
<p><a href="http://www.teatrofuriocamillo.it">www.teatrofuriocamillo.it</a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Nuovi rituali del mondo occidentale]]></title>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><img height="180" align="left" width="120" src="/public/Image/Ultra 2.jpg" alt="" />Arriva per la prima volta a Roma u<em>ltra-</em> della compagnia livornese Edgarluve. Per due sere questo monologo &ldquo;selvaggio&rdquo;, rielaborato dal regista Alessio Traversi da <em>I furiosi </em>di Nanni Balestrini, sar&agrave; allestito al Kollatino Underground il 18 e il 19 aprile, in collaborazione con il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche &ldquo;Dante Cappelletti&rdquo;. Il progetto di spettacolo &egrave; stato infatti finalista al Teatro Valle nell&rsquo;edizione 2006 del concorso inditolato al critico toscano.</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Si tratta di un lavoro - che vede in scena un solo attore (Marco Mannucci) accompagnato da un batterista (Francesco Zerbino) - di forte impatto, dedicato al mondo degli ultr&agrave; e per questo la compagnia si &egrave; avvalsa del contributo di alcuni <span id="more"><font color="red"></font></span>componenti della tifoseria della Curva Nord del Livorno. Il risultano &egrave; una narrazione epica all&rsquo;interno di un apparato minimo &ndash; dice Edgarluve. &laquo;Un poema eroicomico in cui si lotta per non vincere nulla.</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"> L</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">&rsquo;ultr&agrave; stesso</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"> &ndash; sottolinea la compagnia - diviene protagonista </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">per raccontare, per esprimere la sua realt&agrave; senza apporvi un giudizio morale. </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">N</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">on si rivendica, non si condanna</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">, piuttosto </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">si dice soltanto: questo esiste, questo &egrave;&raquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">&laquo;<em>ultra- </em>&egrave; quindi prima di tutto una storia. </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">L</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">a storia di persone per cui i gradini della curva sono solo un punto di partenza: per esprimere uno stile di vita, per praticare il dialogo o lo scontro con le istituzioni, per stringere alleanze con le tifoserie di colore politico analogo e dichiarare guerra a quelle di colore politico opposto, per partecipare a progetti che escono dai cancelli dello stadio e sconfinano nel sociale. </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">A</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">nche questa storia &ndash; sottolinea ancora Edgarluve - vive di un conflitto di base: quello che ruota attorno all&rsquo;idea di violenza. </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">I</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">n questo caso la storia &egrave; diventata un culto laico, l&rsquo;ultimo in grado di compiere quello che i culti tradizionali del mondo occidentale non sono pi&ugrave; in grado di fare: fabbricare rituali e mitologie&raquo;.</span><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><o:p></o:p></span></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">&laquo;<em>ultra-</em> &egrave; in primo luogo un lavoro di ascolto. L&rsquo;adattamento teatrale de <em>I furiosi</em> di Nanni Balestrini &egrave; infatti basato sul contributo che &ndash; spiega la compagnia - un gruppo ultr&agrave; livornes</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">e</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"> ha voluto fornire a questo lavoro, rilasciando alla compagnia una serie di video-interviste, poi rielaborate nella messa in scena finale senza filtri, nell&rsquo;intento di dare spazio soprattutto alla &ldquo;verit&agrave;&rdquo; di chi parla. Lo spettacolo &egrave; anche uno strumento di confronto con il pensiero e gli stili di vita degli ultr&agrave; livornesi, storicamente appartenenti a una tifoseria &ldquo;rossa&rdquo; e negli </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">ultimi anni </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">protagonisti di un processo di identificazione collettiva talmente profondo da riproporre forme di appartenenza giovanile assenti da decenni nella nostra societ&agrave;. </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">D</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">ialogare con questo universo - afferma Edgarluve - significa focalizzare lo sguardo su un immaginario collettivo particolarmente radicato ed esteso, ma anche risalire dalla dimensione del gruppo a quella del singolo, per far emergere bisogni, motivazioni, contraddizioni, aspettative e aspirazioni individuali&raquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Inoltre, i</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">l</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"> testo drammaturgico, costruito appunto sulla rielaborazione delle testimonianze degli ultr&agrave; della Curva Nord</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"> &laquo;</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">non </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">propone</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"> semplicemente il racconto del come e del perch&eacute; si &egrave; ultr&agrave;, ma </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">espone </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">una pi&ugrave; estesa riflessione sul senso dell&rsquo;essere ventenni nella nostra societ&agrave; e sulla perdita del &ldquo;qualcosa di pi&ugrave; grande in cui essere contenuto&rdquo;; una riflessione che &ndash; secondo Edgarluve - non termina con una rassicurante presa di distanza dalla violenza o con l&rsquo;assicurazione che &ldquo;si reagisce solo se provocati&rdquo;, quanto con la convinzione che la violenza &egrave; una situazione che affiora a volte nella vita ultr&agrave; solo perch&eacute; &egrave; una pratica fondante del nostro vivere quotidiano, e lo permea a tutti i livelli&raquo;</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">&laquo;A livello formale questa rielaborazione del testo ha sviluppato in senso radicale i presupposti ritmici presenti nel testo originario (dove strutturale era la mancanza di punteggiatura), originando un &ldquo;monologo&rdquo; selvaggio &ndash; dice Alessio Traversi - costruito su un metro che poggia su una regolarit&agrave; continuamente violata. Questa scelta ha creato i presupposti per l&rsquo;inserimento nella messa in scena di un vero e proprio strumento musicale: una batteria, suonata dal vivo con lo scopo di proporre sottolineature, discrepanze e contrasti con le azioni fisiche, verbali e sonori che l&rsquo;attore effettua nello spazio, avvalendosi in modo esteso di uno strumento microfonico&raquo;. Proprio &laquo;l&rsquo;inserimento della batteria ha cos&igrave; spinto la messa in scena verso uno spazio concepito come quello di un concerto rock e suddiviso su due livelli: la zona del proscenio dove agisce l&rsquo;attore, la zona restrostante dove si eleva la batteria, incorniciata ai lati da due &ldquo;totem&rdquo; di colore rosso, dove - conclude Alessio Traversi - sono state tracciate in cirillico (l&rsquo;iconografia del socialismo reale &egrave; il riferimento culturale principale per i gruppi ultr&agrave; livornesi&rdquo;) le parole chiave dello spettacolo: j&agrave;rost&rsquo; (furia) e potj&egrave;rj (perdita)&raquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Sabato 18 (ore 22.00) e domenica 19 (ore 18.00) aprile 2009<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Kollatino Underground, via Georges Sorel, 10<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">www.kollatinounderground.org<o:p></o:p></span></p>]]></content>
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