Con la performance di Yuko Ota seguita da quella di Stefano Taiuti si è inaugurata ieri sera al Teatro Furio Camillo di Roma la nona edizione di Trasform’azioni, la rassegna di danza buto organizzata dalla compagnia Lios, nell’ambito del progetto D 10 dedicato alla danza contemporanea e sostenuto dall’Eti – Ente Teatrale Italiano.
Dopo la divisione in tre tappe dello scorso anno, per il 2009 il programma della rassegna, che si presenta tra le più radicali nel panorama della danza di ricerca, sarà concentrato in un unico blocco, con performance fino a domenica 19 aprile, seguite, per i tre giorni successivi, da un workshop condotto da Kohshou Nanami.
I Lios (Flavio Arcangeli, Alessandra Cristiani, Maddalena Gana, Manuela Giovagnetti, Samantha Marenzi, Marie-Thérèse Sitzia, Stefano Taiuti), sia come solisti sia in collaborazione con artisti impegnati nella sperimentazione in altre discipline, in l’occasione di Trasform’azioni si riuniscono come padri e madri della stessa, rinnovandone l’impegno e la sfida creativa. Il rigore e la radicalità, che contraddistinsero questa nuova danza giapponese dai primordi e fino a oggi, affascinando le metodologie del fare scenico mondiali, restano il principio costitutivo di Trasform’azioni.
Negli anni passati l’intento di Trasform’azioni è stato quello di proporre un confronto tra la danza e la pedagogia dei maestri giapponesi, depositari dell’esperienza originaria del buto, e il lavoro dei nuovi danzatori i quali, pur riconoscendosi nel solco di questa ricerca, hanno sviluppato un linguaggio autonomo e profondamente legato al loro tempo e alle loro radici culturali.
Alla luce di tale confronto e con le considerazioni che ha generato, forte dell’esperienza delle direzioni precedenti che di volta in volta l’hanno accresciuta e arricchita, Trasform’azioni quest’anno propone un ulteriore scambio tra Oriente e Occidente, in particolare tra una nuova generazione giapponese e italiana di danzatori.
«L’intento della rassegna - spiegano gli organizzatori - è ribadire quel carattere pedagogico e laboratoriale che l’ha contraddistinta al suo nascere e quel sano e fruttuoso indagare nelle elaborazioni artistiche e performative della più recente generazione nell’ambito del buto». Tutto ciò «fronteggiando difficoltà oramai condivise con le diverse compagnie del territorio, che fanno del loro operato una militanza, una richiesta di attenzione e di artigianato».
«In questa prospettiva, ripercorrendone i passi originari, ogni serata del festival vedrà la presentazione di due lavori di danza, nel desiderio e nella consapevolezza – sottolineano i Lios - sempre più incalzanti, di tentare una nuova solidarietà e condivisione della pratica scenica, oltre che di un rigore nella ricerca corporea».
Come ulteriore tappa e approfondimento della rassegna, la compagnia Lios il prossimo autunno sarà impegnata nella realizzazione di uno spettacolo con la regia del danzatore Akira Kasai, ospite più volte della rassegna romana. Un progetto – spiegano i Lios - con il quale si punta a rafforzare l’incontro avuto e coltivato negli anni con uno dei più grandi maestri giapponesi della danza buto e tra i più apprezzati nel panorama artistico internazionale.
Dopo Yuko Ota con Layers e Stefano Taiuti e Luca Tilli al violoncello con Due volte, Trasform’azioni prosegue questa sera con Mi rubi gli occhi di Giano (Maddalena Gana e Giordano Giorgi). Il 16 aprile saranno invece proposti Omaggio a Jean Fautrier di Flavio Arcangeli e Natura Requiem – Frammenti del tempo finito di Marcello Sambati, con Sabrina Broso, Chiara Casciani e Alessandra Cristiani. Quest’ultima sarà in scena anche il 17 aprile con l’assolo Materia e vuoto (sonorità di Claudio Moneta), a seguire Dei mari e delle madri di Samantha Marenzi. Serata internazione sarà quella di sabato 18 aprile che vedrà sul palcoscenico del Furio CamilloKohshou Nanami con Paysage lunaire. Mentre nell’ultima serata di spettacoli saranno protagoniste Manuela Giovagnetti con Schönheit umarmt (primo studio) e Marie Thérèse Sitzia con Grado 0 capitolo I Consumo.
Il workshop condotto da Kohshou Nanami si terrà presso Duncan 3.0 (via Anassimandro, 15 – Roma), secondo i seguenti orari: