Scenarindipendenti.it
Home >> Articolo >> Stampa
nedE, arti integrate in scena a partire da T. S. Eliot
Di scenarindipendenti.it (del 22/04/2009 @ 16:28:16, in news, cliccato 111 volte)

 Il 24, 25 e 26 Aprile - ore 21.00, domenica ore 18.00 - il teatro Furio Camillo presenta nedE, la produzione teatrale del Collettivo Cercle, vincitore del ‘Progetto DE.MO. Movin’ up 2008’. Diretto da Souphiene Amiar, ricercatore teatrale ex componente del Workcenter di J. Grotowski e Thomas Richards,  nedE è un progetto di ricerca di arti integrate (Scultura e Performance) iniziato nel 2007 e articolato in una serie di tappe che rispondono ai differenti luoghi che di volta in volta lo contengono.
Ogni spazio visitato (Berlino, Santiago del Cile) ha aggiunto una tessera al mosaico complessivo; ogni nuova messa in scena ha perfezionato quell’ immagine di assoluta calma che i versi di T.S.Eliot dipingono nella mente: il respiro prima del balzo, il silenzio dopo l’esplosione, la bellezza tutta umana del paradiso precipitato sulla Terra. Sulle rovine del passato, in un presente in cui l’ anima ha abbandonato il corpo, non resta che una terra desolata. Un uomo al termine della sua vita si guarda indietro e incontra per la prima volta la sua anima nell’attimo stesso in cui essa lo abbandona. Resta l’uomo, senza alcuna speranza per il breve futuro che lo attende. Da un cumulo di macerie ormai ridotte a sabbia sgorgano luminosi barlumi di vita. L’urto ha spazzato via ogni possibile comprensione. Restano solo vibrazioni e tutt’intorno il nulla, voci qualsiasi, voci di quelli che sono stati spazzati via dall’urto. Nel tentativo di creare uno spazio tangibile per la poesia abbiamo agito dislocandola in un percorso di immagini e suoni. L’opera si configura come un viaggio nella parola poetica; uno spazio sospeso in cui gli innumerevoli oggetti che popolano la memoria sembrano dissolvere i propri contorni.
Nella perfomance, diverse figure tracciano lo spazio attraverso il suono dei versi di Eliot. La poesia non è il nostro fine ultimo, essa è già scritta, è parola che si dispiega in ogni corpo; il nostro compito è quello di risalire alla sorgente, al movimento che l’ha prodotta. Prodotto con il sostegno dell’Associazione Culturale Ibis Onlus. Con: Livia Caputo, Giorgio Carugno, Isabella Di Cola, Stefano Rana.
Installazione di Roberta Sanges, costumi di Marina Sciarelli, visioni dal fondo di Pino Genovese.

www.teatrofuriocamillo.it

 

 Home page © Copyright 2003 - 2010 Tutti i diritti riservati. powered by dBlog CMS ® Open Source edited by Elisabetta Mancini