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I teatronauti del chaos
Di scenarindipendenti.it (del 28/04/2009 @ 11:49:09, in News, cliccato 79 volte)

È in uscita per i tipi della Fermenti Editrice I teatronauti del chaos di Marco Palladini, 276 pagine (20,00 euro) dedicate - come recita il sottotitolo – a La scena sperimentale e postmoderna in Italia (1976-2008). Figura eclettica, che passa dalla critica alla poesia, dalla scrittura drammaturgica al palcoscenico come performer, Marco Palladini propone un articolato racconto su un trentennio di spettacoli italiani e stranieri, messi in scena in Italia. È un percorso critico attraverso centinaia di nomi e di allestimenti, alcuni “storici” o molto acclamati, altri dimenticati o visti da pochissime spettatori, che si configura anche come un personale memoir che, probabilmente, dice di più sul soggetto che resoconta che sull’oggetto riferito. Testimone appassionato e “di parte”, Palladini si è concentrato sui lavori prodotti dai teatri d’avanguardia e di ricerca, immergendosi nelle loro scritture sceniche anticonvenzionali, eterodosse, per interazione con i linguaggi polisemici, multimediali della contemporaneità e per libere “con-fusioni” di arte/vita.

Il volume, corredato da numerose foto, si articola in tre capitoli centrali imperniati sui “colpi di memoria” critica relativi agli anni Ottanta, Novanta e Duemila. Accanto a questi, l’autore sviluppa inoltre alcuni capitoli di tipo monografico dedicati a Leo de Berardinis, alla Socìetas Raffaello Sanzio, a Simone Carella, a Enrico Frattaroli e a Marcello Sambati. Un capitolo finale è dedicato a Giuseppe Bartolucci e Maurizio Grande, due teorici e pensatori di teatro, da tempo scomparsi, che rimangono insuperati esempi di critica militante “tensioattiva”. Nella prefazione del libro, firmata da Antonio Attisani, si legge: «Marco Palladini è abile nell’attirare il lettore nel suo fantastico e chaotico Hermitage dell’avanguardia, popolato di fantasmi, fantasmi di vivi e di morti. Tante volte, leggendo, sono rimasto a boccaperta di fronte a questi schizzi che si animavano e diventavano ritratti, a questa collezione privata che si trasformava in un imponente museo».

Il volume esce con la collaborazione della Fondazione Piazzolla.

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